Salta l'introduzione Italia - Italiano
HP.com Italia Prodotti e Servizi Supporto e Drivers Soluzioni Come Acquistare
» Contatta HP
HP.com Italia

Banca Alta Padovana + HP

»

Storie di successo

» Amazon.com + HP
» Astronauti + HP
» Bang & olufsen + HP
» Birdlife finland + HP
» Bmw williamsf1 team + HP
» Dreamworks + HP
» Fedex + HP
» Ftd + HP
» Hong Kong government's esd + HP
» Gruma + HP
» Nanotechnology + HP
» National gallery + HP
» Nyse + HP
» Skidmore, Owings & Merrill + HP
» Starbucks + HP
» Sundance institute + HP
 
 
 
Content starts here
Banca Alta PadovanaLa Banca di Credito Cooperativo Alta Padovana sceglie i sistemi aperti e migra il proprio software dall’ambiente mainframe a un’infrastruttura HP-UX. Grazie alla collaborazione di HP e High Technology Group la Banca ottiene le caratteristiche di sicurezza e affidabilità richieste, assicura prestazioni migliori o equivalenti ai sistemi legacy e consegue un netto risparmio nei costi di gestione del proprio sistema informativo multi banca.

Fondata nel 1896 su iniziativa di Don Domenico Pianaro, la Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Padovana nasce dalla volontà di dare una risposta attenta ed efficace alla povertà e alla scarsità di mezzi delle zone agricole dove con facilità si annidava l’usura. Una risposta “in loco” che mette in luce una delle caratteristiche fondamentali, insieme alla mutualità, delle casse rurali: il localismo, vissuto attraverso una costante interazione con il territorio. Allora si chiamava Cassa Rurale di Prestiti di Campodarsego; nel suo cammino di crescita e sviluppo conosce le depressioni della guerra e gli entusiasmi della ricostruzione. Un percorso silenzioso ma costante che preme sull’acceleratore negli ultimi trent’anni quando incorpora per fusione la Cassa Rurale e Artigiana di San Martino di Lupari prima e successivamente quella di Trebaseleghe, per diventare nel 1992 Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Padovana. A più di cento anni dalla fondazione, la Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Padovana, con i suoi 21 sportelli, 3.620 soci e oltre 215 dipendenti, una delle più importanti a livello nazionale, è un punto di riferimento per il territorio dell’alta padovana, sempre attenta alle esigenze della famiglia e della piccola impresa grazie alla qualità dei servizi e dei prodotti offerti alla clientela.

Assicurare la continuità del codice e dell’interfaccia utente

La costituzione del sistema informativo della banca risale alla fine degli anni settanta, quando viene avviata la costruzione, in collaborazione con la Cassa Rurale di Rovereto, di un nucleo di servizi fondamentali, quali conti correnti, portafoglio finanziario, mutui e prestiti. Da quel momento la propensione del management della Banca a gestire il sistema informativo in autonomia ne caratterizzerà tutta la storia. Allora e negli anni che seguirono l’esigenza che ha guidato l’evoluzione del sistema informativo di BCC Alta Padovana era quella di realizzare una piattaforma informativa che si adattasse alle caratteristiche di realtà bancarie di piccole dimensioni. La soluzione doveva quindi essere cercata nel mondo dei sistemi aperti, sia in un’ottica di contenimento dei costi, sia in vista di un’evoluzione necessaria nella direzione di servizi evoluti e multicanale alla clientela. Se quindi le piattaforme Microsoft sono state presto utilizzate per i software di produttività individuale, per le applicazioni più critiche, invece, Unix è il sistema operativo che rispondeva meglio alle esigenze elaborative della Banca. Si trattava quindi di portare le applicazioni più critiche per il funzionamento dell’Istituto di Credito da un ambiente mainframe a un sistema aperto, ma con una fondamentale condizione: che fosse assicurata la continuità del codice software e dell’interfaccia verso l’utente finale.

HP: partner tecnologico e aggregatore di competenze

“Conoscevamo già da anni Hewlett-Packard, perché Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Padovana è stato uno dei primi istituti in Veneto a utilizzare l’infrastruttura di front office HP”, ricorda Paolo Tonin, Responsabile del Servizio Organizzazione e Information Technology di BCC Alta Padovana. “Se nel momento in cui fu presa la decisione di abbandonare i terminali e utilizzare PC la nostra esigenza era quella dell’affidabilità e della sicurezza dei servizi in rete, la medesima affidabilità ed eccellenza tecnologica era il nostro requisito per quanto riguarda sistemi di fascia alta destinati a prendere il posto del mainframe: per questo abbiamo rinnovato la nostra collaborazione con un partner del valore di HP”. Siamo nel 2000, quindi, e la Banca, che nel frattempo ha assegnato lo sviluppo e la manutenzione del sistema legacy alla società APBnet srl, appositamente costituita e partecipata al 100% dalla Banca stessa, decide di abbandonare la tradizionale infrastruttura basata su mainframe per passare a un sistema aperto. La nuova architettura doveva presentare le medesime garanzie di affidabilità e le stesse performance del mainframe. La migrazione del software da una piattaforma all’altra doveva essere rapida ed efficace. I costi della migrazione dovevano essere contenuti. Quelli relativi alla gestione del sistema in esercizio dovevano risultare più bassi rispetto ai costi di un analogo ambiente mainframe.

La soluzione viene individuata nei sistemi HP-UX e HP coinvolge nel progetto High Technology Group, una società italiana indipendente che produce ed esporta tecnologia informatica e che è stata incaricata del processo di migrazione. La formazione del personale sull’ambiente Unix e la predisposizione del sistema storage vengono assegnati alla società Internet Security Systems, già partner della BCC dell’Alta Padovana per i servizi sulla sicurezza. “Sia nella fornitura delle tecnologie sia nel creare il contatto con High Technology, il ruolo di HP è andato ben oltre quello di mero fornitore”, sostiene Tonin: “sono stati dei partner.”

La sfida di un progetto pionieristico

Nel mese di giugno del 2000 viene costituito un gruppo di lavoro misto, con componenti della Banca, di APBNet, di HP, di High Technology Group e di Internet Security Systems , con l’obiettivo di far sì che la transizione avvenisse in tempi rapidi e in maniera trasparente per l’utente finale. Nonostante esistessero già esperienze analoghe in ambito manifatturiero, il progetto di abbandonare l’ambiente mainframe per un sistema aperto con un programma di re-hosting aveva, almeno in ambiente bancario, dei caratteri di unicità che ne facevano un’iniziativa pionieristica, soprattutto considerando l’importanza critica delle componenti transazionali e degli aspetti di sicurezza e affidabilità che il sistema doveva garantire. Il codice sorgente è unico ed è scritto in linguaggio Cobol. Per garantire la portabilità viene compilato in maniera diversa in relazione alle caratteristiche dell’ambiente operativo su cui dovrà essere eseguito. “Il fatto che programmi e dati fossero già concepiti per un ambiente multi-piattaforma ha facilitato l’opera di migrazione, in quanto fin dalla fase di assessment è stato possibile appurare che i programmi non necessitavano di modifiche, se non del tutto marginali, per poter funzionare in ambiente Unix esattamente come funzionavano fino ad allora in ambiente mainframe”, commenta Gerardo Massi, Manager di High Technology Software. La migrazione del software è stata accompagnata anche da altri progetti portati avanti dalla banca in quel periodo, come il passaggio all’euro e l’attivazione dei sistemi per due diversi istituti di credito: un’altra Banca di credito cooperativo e una banca Estera. Il sistema basato su macchine HP è stato sottoposto a test continui e particolareggiati da parte del gruppo di sviluppo ed ha subito un test di funzionamento, in condizioni di simulazione operativa effettiva, durante un fine settimana. Nella prova è stata coinvolta una buona parte del personale della Banca e il test ha interessato anche la architettura di rete con particolare riferimento all’analisi del carico sul sistema Unix. Successivamente si sono effettuate attività di monitoraggio e di analisi dei dati di funzionamento delle varie componenti del sistema allo scopo di ottimizzarne le prestazioni e di valutarne la potenzialità. Sulla base di risultati dei test, che hanno confermato le aspettative fin nei minimi particolari, e dopo aver affinato la procedura di migrazione, che doveva completarsi nell’arco di tempo di un fine settimana, si è decisa la data del passaggio definitivo. L’ingresso in produzione del sistema è avvenuto il 22 ottobre del 2001, senza che si rendesse necessario mantenere i due sistemi in funzione in parallelo e senza che sulle circa 210 stazioni di lavoro collegate si potesse notare alcun cambiamento, tenendo conto che l’interfaccia utente era stata volutamente lasciata inalterata.

Architettura

Il data center costruito da BCC Alta Padovana ospita una macchina HP 9000 serie N biprocessore, che funge da application server collegata a un sistema di storage che mantiene 600 GB di dati in linea, con funzioni di aggiornamento e di rilevamento dei dati, mentre una libreria di backup composta da unità a nastro HP DLT 8000 e gestita con HP Omniback ha funzioni di archiviazione. Un server HP 9000, infine, è utilizzato per funzioni di data warehousing. Naturalmente le macchine sono ridondate in tutte le componenti, e a breve si prevede di implementare una macchina gemella in cluster (sarà un server HP Serie RP 5400), posta però in un altro edificio e connessa tramite una rete in fibra ottica, per aumentare le caratteristiche di sicurezza e solidità del sistema con una configurazione di tipo “disaster recovery”. Grande attenzione è stata posta alle caratteristiche di scalabilità del sistema, che è stato opportunamente dimensionato in relazione agli utenti in linea e che viene utilizzato per il momento al 40-50% delle proprie capacità elaborative. HP fornisce inoltre servizi di manutenzione e gestione del sistema, con un contratto che prevede assistenza su una base 24 x 7 con tempi di intervento entro le 4 ore.

Un sistema informativo multibanca

Il sistema è in esecuzione da un periodo sufficiente per fare i primi bilanci, e i risultati sono confortanti, con prestazioni del tutto rispondenti alle aspettative, sia per i moduli transazionali sia per i processi batch, ora decisamente più veloci, mentre i costi di gestione si sono rivelati inferiori rispetto alla situazione precedente. L’infrastruttura tecnologica creata con la collaborazione di HP e High Technology Group offre tutte le garanzie di sicurezza, affidabilità e performance che erano richieste, con la possibilità di sperimentare nuove soluzioni grazie alle potenzialità di un sistema informativo multi banca e multi hosting.

In particolare la Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Padovana offre servizi IT per un’altra Banca di credito cooperativo, che utilizza il medesimo software in uso presso BCC Alta Padovana, installato però in ambiente mainframe. Anche una banca estera si avvale, dal primo agosto 2001, del software e dei servizi IT della Banca dell’Alta Padovana, sempre in ambiente mainframe. Nonostante le piccole dimensioni e la vocazione locale, Banca di Credito Cooperativo Alta Padovana possiede una procedura titoli completa ed esaustiva. E’ attestata con una stazione presso la Società Interbancaria per l’Automazione (SIA) e offre servizi di trading on line, di negoziazione titoli e di gestione del risparmio. Ciò significa che da qualsiasi postazione della rete dell’istituto di credito venga immesso un ordine, questo viene immediatamente trasmesso ai servizi di negoziazione senza punti di fermo e l’aggiornamento dei movimenti sul conto corrente e la posizione titoli movimentata in tempo reale. L’integrazione con i sistemi di negoziazione dei titoli mobiliari è stata quindi una ulteriore conferma della qualità del sistema informativo basato sui nuovi host HP-UX e della sua perfetta rispondenza agli obiettivi.

Versione stampabile
Informativa sulla privacy Usando questo sito si accettano le sue condizioni Contatta il webmaster
© 2007 Hewlett-Packard Development Company, L.P.